Scacchi a scuola – L’Europa ha detto sì

Scritto da Roberto Pedrini

Il 23 Feb 2018

Scacchi una materia universale. Il parlamento europeo ha detto sì

Questo è un successo storico per il gioco degli scacchi. La data del 15 marzo 2012 passerà alla storia degli scacchi come la data in cui il gioco degli scacchi è salito su di un livello più elevato di riconoscimento da parte della società non solo come sport ma anche come una parte della formazione nel mondo moderno”, ha dichiarato Silvio Danailov, Presidente dell’ECU (European Chess Union). Trecentonavantadue Parlamentari Europei dicono si agli scacchi nelle scuole. La dichiarazione 50/2011 è stata firmata dalla maggioranza dei parlamentari europei e dimostra che vengono finalmente riconosciuti i benefici che gli scacchi possono portare nelle scuole.

Questo è un estratto della dichiarazione:

Il Parlamento Europeo

– visti gli articoli 6 e 165 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
– visto l’articolo 123 del suo regolamento,
A. considerando che il trattato sul funzionamento dell’Unione europea prevede, all’articolo 6, lo sport tra i settori in cui “l’Unione ha competenza per svolgere azioni intese a sostenere, coordinare o completare l’azione degli Stati membri”;

B. Considerando che il gioco degli scacchi è accessibile ai ragazzi di ogni gruppo sociale, può contribuire alla coesione sociale e a conseguire obiettivi strategici quali l’integrazione sociale, la lotta contro la discriminazione, la riduzione del tasso di criminalità e persino la lotta contro diverse dipendenze;

C. Considerando che, indipendentemente dall’età dei ragazzi, il gioco degli scacchi può migliorarne la concentrazione, la pazienza e la perseveranza e può svilupparne il senso di creatività, l’intuito e la memoria oltre alle capacità analitiche e decisionali; considerando che gli scacchi insegnano inoltre determinazione, motivazione e spirito sportivo;

1. Invita la Commissione e gli Stati membri a incoraggiare l’introduzione del programma “Scacchi a scuola” nei sistemi d’istruzione degli Stati membri;

2. Invita la Commissione, nella sua prossima comunicazione relativa allo sport, a prestare la necessaria attenzione al programma “Scacchi a scuola” e a garantire un finanziamento adeguato a partire dal 2012;

3. Invita la Commissione a tenere conto dei risultati di qualsiasi studio relativo agli effetti che tale programma ha sullo sviluppo dei ragazzi;

4. Incarica il suo Presidente di trasmettere la presente dichiarazione, con l’indicazione dei nomi dei firmatari, alla Commissione e ai parlamenti degli Stati membri.

Grande vittoria ma anche un grande ringraziamento al grande maestro Garry Kasparov (pluricampione del mondo) e del presidente dell’Unione Scacchistica Europea, Silvio Danailov che sono stati i promotori dell’iniziativa. Kasparov ha svolto una intensa attività negli scorsi mesi per sensibilizzare i parlamentari. Infatti il grande maestro propone gli scacchi come materia scolastica, non solo facoltativa (come già accade in molte scuole europee).

Perche gli scacchi nelle scuole? Il gioco degli scacchi è arte, scienza e sport al tempo stesso e ha una doppia valenza: didattico -educativa e ludico-sportiva. Esso è strettamente intrecciato a varie, importantissime discipline scolastiche, sia scientifiche in senso stretto che collegate alle scienze umane e sociali: la matematica, la geometria, la letteratura, la storia, ecc.

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