Circ. n 195 – Comportamenti studenti e responsabilità educativa

Scritto da Dirigente

Il 21 Feb 2018

Comportamenti studenti e responsabilità educativa

Milano, 21 febbraio 2018

CIRCOLARE n. 195

Ai Docenti, al Personale ATA

Si rammenta che il MIUR, con Nota N. 5515 del 27 ottobre 2017, ha pubblicato il Piano nazionale per l’educazione al rispetto, finalizzato a promuovere in tutte le scuole d’Italia una serie di azioni educative e formative tese alla promozione dei valori sanciti dall ’art.3 della Costituzione.

L’Ufficio di Presidenza, con Circ. 66 del 30.10.2017, ha provveduto a darne ampia diffusione a tutte le componenti della comunità scolastica.

In seguito alla segnalazione di alcuni gravi episodi di violenza gratuita compiuti da studenti in occasione della ricorrenza del diciottesimo compleanno, si intende richiamare i docenti e i collaboratori scolastici alla massima vigilanza onde impedire il ripetersi di questi comportamenti che trovano la omertosa complicità delle vittime.

Non si tratta in questi casi di “crisi comportamentali” per cui occorre non confondere la persona con il comportamento che manifesta involontariamente.

Al contrario trattasi di espressioni volontarie organizzate a scopo ricreativo ma che possono provocare conseguenze di carattere penale e civile in seguito alle lesioni riscontrate.

In relazione alle responsabilità della scuola si invita alla lettura dell’articolo seguente: ricerca.repubblica.it

In questa sede occorre precisare, come indicato dall’art. 2048 c.c., che la responsabilità del personale della scuola si basa su di una colpa presunta, ovvero sulla “presunzione” posta dalla legge di una culpa in vigilando, vale a dire sulla presunta negligenza nell’adempimento all’obbligo di vigilanza e/o sorveglianza.

La responsabilità oggettiva esonera il danneggiato dalla prova dell’elemento psicologico (culpa in vigilando) del fatto, ovvero dal provare oggettivamente il difetto di vigilanza.

È dunque necessario che venga provato, da parte del personale della scuola, il “caso fortuito” per potersi esimere da tale responsabilità. Deve cioè potersi provare che il danno verificatosi è dipeso da caso fortuito ovvero da un evento straordinario ed assolutamente imprevedibile, nonché non superabile con l’uso dell’ordinaria diligenza, da considerarsi in rapporto al caso concreto.

L’obbligo della sorveglianza si protrae per tutto il tempo dell’affidamento dell’alunno all’istituzione scolastica (Cassazione civile, sez. I, 30 marzo 1999, n. 3074) e quindi dal momento dell’ingresso nei locali e pertinenze della scuola sino a quello dell’uscita, compreso anche il tempo dell’eventuale trasporto degli alunni da casa a scuola e viceversa, se organizzato in proprio dall’istituto.

La responsabilità dell’istituto scolastico e dell’insegnante ha natura contrattuale (ai sensi dell’art. 1218 c.c.) e non extracontrattuale perché con l’accoglimento della domanda di iscrizione, tra la scuola e l’allievo si crea un vincolo negoziale in forza del quale la scuola assume l’obbligazione di vigilare e garantire l’incolumità dello studente in ogni forma e sotto ogni aspetto, anche dunque impedendo che egli danneggi se stesso.

L’azione educativa resta tuttavia il miglior antidoto per prevenire qualsiasi tipo di conseguenza derivante da quanto suindicato.

Il “Piano nazionale per l’educazione al rispetto” del MIUR è finalizzato a promuovere nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado un insieme di azioni educative e formative volte ad assicurare l’acquisizione e lo sviluppo di competenze trasversali, sociali e civiche, che rientrano nel più ampio concetto di educazione alla cittadinanza attiva e globale.

L’occasione del settantesimo anniversario della Costituzione Italiana rappresenta un utile punto di riferimento per consentire, partendo dall’art. 3, una riflessione nelle classi sui diritti e i doveri derivanti dall’appartenenza ad una comunità fondata su valori democratici.

Il Dirigente Scolastico
Dott. Stefano Gorla

 

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