Un regalo per tutti!

Scritto da Dirigente

Il 18 Dic 2017

Il Liceo partner tecnico in un progetto di Alternanza Scuola Lavoro con la 4H

Rosa Genoni 1867-1954
UNA DONNA ALLA CONQUISTA DEL’900

Mostra ideata e curata da Elisabetta Invernici
con il contributo della nipote-biografa Raffaella Podreider – Allestimento Fulvia Premoli

Archivio di Stato di Milano – Palazzo del Senato, via Senato 10 Milano

Dal 13 gennaio al 24 marzo 2018
dal lunedì al giovedì dalle 10.00 alle 17.00
venerdì dalle 10.00 alle 14.30
sabato dalle 10.00 alle 13.30 – domenica chiuso

Ingresso libero

Milano, Italia. Dopo un anno di attività celebrative in occasione dei 150 anni dalla nascita, va in scena all’Archivio di Stato di Milano la grande mostra dedicata a Rosa Genoni, una delle donne italiane più autorevoli del secolo scorso, con la quale si inaugura il calendario che Milano dedica al Novecento. Tanta strada è stata percorsa dai giorni di Milano EXPO 2015, durante i quali Rosa Genoni è stata presentata al grande pubblico a Palazzo Castiglioni con un evento sempre a cura di Elisabetta Invernici: incontri e momenti di studio (come la presentazione presso l’Ufficio d’Informazione del Parlamento Europeo e quella all’Unione Femminile Nazionale a Milano) fino alla presenza da protagonista nella mostra “Tra Arte e Moda” a maggio 2016 a Firenze organizzata da Ferragamo, per proseguire con la capsule a Palazzo Morando, Milano, concerti, lectio e conferenze tenute dalla nipote-biografa Raffaella Podreider curatrice dell’Archivio riconosciuto di importanza storica-nazionale dall’Archivio di Stato di Milano. Nel novembre 2016 Rosa Genoni è stata inserita nel Famedio fra i personaggi che hanno fatto grande questa città.

Oggi la mostra, il convegno inaugurale e la presentazione del documento del mese di gennaio 2018 dell’Archivio di Stato di Milano mettono in luce l’impegno di Rosa Genoni nella moda, nell’insegnamento, per l’emancipazione femminile, per i valori della pace. L’esposizione, visitabile dal 13 gennaio al 24 marzo 2018, racconta di Rosa Genoni donna audace, capace e decisa a non sottostare a un destino di povertà. Dal lavoro duro come piscinina alla direzione di una nota maison milanese, dalla Medaglia d’Oro all’Esposizione del 1906 alla carriera giornalistica; dirigente della sezione di sartoria e docente di storia del costume presso la Società Umanitaria di Milano; unica rappresentante italiana alla Conferenza dell’Aja del 1915, con il suo ingegno costruì una vita eccezionale in ogni ambito in cui operò. L’Archivio Genoni Podreider, l’Archivio di Stato di

Rosa Genoni 1867-1954

UNA DONNA ALLA CONQUISTA DEL’900
per la moda, l’insegnamento, la pace e l’emancipazione
Milano, Fondazione Anna Kuliscioff, Società Umanitaria e Associazione Culturale Profumo di Milano
espongono cimeli, bozzetti e abiti, documenti inediti, lettere, foto e pagine d’epoca, articoli e libri.

LA MOSTRA

Suddivisa in due parti, la mostra, sotto l’alto patrocinio del Parlamento europeo e di altri importanti soggetti istituzionali, presenta una sezione moda e una politico-sociale.

Sezione moda “Tributo a Rosa Genoni” – 13 gennaio – 4 febbraio 2018

A cura di Elisabetta Invernici.

Abiti, memorabilia, bozzetti, documenti autentici e inediti di Rosa Genoni la cui firma stilistica è spesso collegata a Casa Savoia e al gran mondo d’Europa come la marchesa Lindenberger e donna Carla Erba, al teatro e al cinema (Sarah Bernhardt, Lyda Borelli, Eleonora Duse), alla politica (Anna Kuliscioff), alla storia dell’arte (Boldini e Tallone) e alla creatività (D’Annunzio e Giuseppe Visconti di Modrone). L’esposizione vuole raccontare attraverso la testimonianza di Rosa Genoni come l’esperienza ideativa, il concetto di filiera e l’eco-sostenibilità debbano convivere nella produzione di moda. E come la moda sia forma di comunicazione tra le più accreditate a veicolare valori artistici e morali. Un percorso narrativo, emotivo e inclusivo che consente una lettura a più livelli, nel corso del quale rimbalzano significati come: bello, etica, ricerca, identità e dove l’elemento femminile fa la differenza per quel tocco sentimentale che tutto pervade. In questo contesto si inseriscono i Tributi a lei dedicati da alcuni tra i più importanti marchi italiani e milanesi della moda e del design: Barbara Tristini Trimarchi, Chapeau Flambè by Fiammetta, Curiel, Elena Savò, Ellie by Marco Lagattolla, Fratelli Rossetti, Gallia e Peter, Giuseppe di Morabito, JMonteiro, Katia Gagliardini, Maison Elegance Haute Couture, Manfredi Manara, Milena Ianniciello, Ornella Bijoux, Paola Bonacina, Roberta Moretti Gioielli, Sella Italia. L’Istituto Secoli ha realizzato un paio di cartamodelli di Rosa Genoni mai sviluppati prima d’ora. La Sartoria San Vittore presenta un modello teatrale ispirato all’araba fenice, simbolo di eterna rinascita. L’Associazione Irene propone una creazione che ricorda il periodo londinese di Rosa Genoni. Inoltre promuove tra le partecipanti dei propri laboratori sartoriali di Monza e di Milano, la realizzazione di borse “Rosa” ispirate al lavoro di ricerca stilistica di Rosa Genoni. Le borse saranno fabbricate con scarti di produzione donati dalle aziende tessili del territorio. Da Tirano, città natale della stilista, l’omaggio dell’Artigianato Artistico della Provincia di Sondrio e della Confartigianato Imprese Sondrio. Tutte le creazioni sartoriali in mostra sono valorizzate grazie alla partnership con ABC Mannequins, azienda leader del settore. “Dare un’anima a un manichino facendone una flessuosa opera artistica – spiega il fondatore Silvano Besana tuttora presente in azienda – è il frutto di una viscerale passione per arte e bellezza, design, artigianalità, comunicazione, sensibilità per l’ambiente, multiculturalità trasversale”.

In anteprima al pubblico, il docu-film, La moda è fatta di libertà – regia di Maja Astrid Diedenhofen – che ha partecipato come finalista al Film Festival di Sarajevo, organizzato da Consortio Civium Invictum, in cooperazione con il London Fashion Film Festival, Istanbul Fashion Film Festival e Madrid Fashion Film Festival. Due minuti per raccontare due vite che si intrecciano in pirouettes e cuciture e testimoniare come, grazie alla determinazione, i sogni possano diventare realtà. E poi la grande sorpresa: per la prima volta gli amanti della moda e delle arti decorative potranno scoprire alcuni dei 600 campioni tessili e prove di ricamo che Rosa Genoni collezionò per 25 anni progettando la nascita di un museo di arti decorative a Milano, come centro studi per giovani creativi. Le sale saranno profumate come di consueto dalle note alla rosa create in esclusiva per Rosa Genoni da Ariaprofumata, azienda milanese leader nel marketing olfattivo.

Sezione politico-sociale “Pro Umanitate” – 15 gennaio – 24 marzo 2018

L’Archivio Genoni Podreider, l’Archivio di Stato di Milano, Fondazione Anna Kuliscioff, Società Umanitaria e Associazione Profumo di Milano che hanno curato questa parte del progetto, espongono cimeli, bozzetti e abiti, documenti inediti, lettere, foto e pagine d’epoca, articoli e libri che raccontano l’intensa attività di Rosa Genoni nel campo della politica e nel campo dell’insegnamento (1905-1933 alle scuole professionali femminili dell’Umanitaria) e la sua battaglia sociale nel mondo del lavoro in difesa dei diritti delle lavoratrici e del rispetto della donna come nuovo attore nella vita del Paese. L’intero percorso della mostra è accompagnato dalla presenza di studenti del Liceo Artistico Statale Umberto Boccioni di Milano in grado di offrire supporto ai visitatori all’interno dell’esperienza educativa “alternanza scuola lavoro”.

IL CONVEGNO

Il 13 gennaio 2018 alle ore 10.00, un convegno scientifico, dedicato all’analisi di Rosa Genoni come personaggio ma soprattutto come donna, si propone di restituire al pubblico la figura complessa della stilista, docente, giornalista, scrittrice e attivista socialista impegnata pubblicamente nell’insegnamento, per l’emancipazione femminile e in difesa dei valori della pace. Grazie all’intervento di autorevoli esperti della materia che da anni si dedicano alla ricerca emergeranno nuovi elementi di studio per le giovani generazioni. Grande rilevanza avrà l’esposizione al pubblico di un documento inedito dedicato a Rosa Genoni e conservato dall’Archivio di Stato secondo una tradizione che vede ogni mese la presentazione di un manoscritto. Con un’introduzione di Raffaella Podreider, nipote-biografa di Rosa Genoni e presidente Associazione Amici di Rosa Genoni, il convegno viene mediato da Elisabetta Invernici, giornalista, ideatrice e curatrice del progetto.

Interventi:

“Archivio Genoni-Podreider: le ragioni del riconoscimento d’interesse storico internazionale”
Maurizio Savoja, Direttore Soprintendente archivistica e bibliografica della Lombardia

“Una vera impronta di italianità: la moda di Rosa Genoni nei campioni tessili conservati alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti – Firenze”
Elisa Masiero, esperta di Storia del Costume e dei Tessuti, ordinatrice alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti – Firenze

“La partecipazione di Rosa Genoni al Primo Congresso Internazionale Femminile dell’Aja nel 1915”
Maria Grazia Suriano, Università Cà Foscari, Venezia, Redazione DEP.

“Come realizzare un sogno di emancipazione: Rosa Genoni da Tirano a Milano via Parigi”
Concetta Brigadeci, Vice Presidente Unione Femminile Nazionale Milano

“Rosa Genoni e la Società Umanitaria, gli anni dell’insegnamento”
Maria Helena Polidoro, Direttore Generale Società Umanitaria

“Come le Questure di Sondrio e di Roma tenevano d’occhio un pericoloso elemento: Rosa Genoni”
Esposizione e commento del Documento del Mese a cura dell’Archivio di Stato
Pierluigi Zenoni, scrittore e storico dell’Istituto Sondriese di storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea – Sondrio.

GLI EVENTI COLLATERALI

Welcome Coffee Possibilità di gustare un vero caffè lombardo a partire dalla tostatura realizzata a Vigevano con una macchina originale degli anni ’50 grazie al servizio offerto da Ottobono.

Info: www.ottobono.it

Concerto vocale Il coro “Il mio canto libero”, Casa delle Donne composto da 40 coriste, diretto da Marcella Inga, esegue brani tratti dal repertorio dei canti popolari italiani che raccontano il lavoro femminile nei primi del ‘900. Info: www.casadonnemilano.it

Food Experience Le aziende storiche italiane Krumiri Rossi (1878), D.Barbero (1883) e Cantine Faravelli (1895), leader di mercato nella biscotteria, cioccolateria e bollicine, portano la loro testimonianza di un made in Italy che, grazie alla serietà della produzione, si è mantenuto indiscusso nel tempo. Carlo De Giorgis, sommelier FISAR delegazione di Monza, accompagna l’esperienza enologica. L’inaugurazione è l’occasione per degustare ricette storiche valorizzate nel tempo. Info: www.krumirirossi.it, www.barberodavide.it, www.vitea.it.

Set fotografico Nadar. Come in un film muto, sullo scalone del Palazzo del Senato, verrà ricreato un set fotografico dove, accanto alle figure di Rosa Genoni e delle sue testimonial, ciascuno potrà scattarsi un selfie o farsi fotografare da Carlo Cozzoli, fotografo professionista. Info e prenotazioni: www.carlocozzoliphotographer.com, cozzolicarlomilano@gmail.com

Visite narrate a cura della nipote-biografa Raffaella Podreider. Info e prenotazioni: raffaellaalisa.podreider@fastwebnet.it

Incontri di approfondimento su Rosa Genoni presso L’Ufficio di Milano del Parlamento Europeo. Date in via di definizione. Info: www.europarl.europa.eu

Visite guidate a cura di ConfGuide GITEC – Associazione Guide Italiane Turismo e Cultura di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza. Due gli appuntamenti già in calendario (sabato 3 febbraio e sabato 10 marzo 2018 entrambi al mattino) su un tema caro al Novecento, la moda e l’emancipazione femminile, con un percorso che dalla mostra di Rosa Genoni all’Archivio di Stato proseguirà per la Milano liberty di Palazzo Castiglioni. Per info e prenotazioni dal 15 gennaio 2018: gitec@unione.milano.it.

Teatro Perfetto closing della mostra moda lo spettacolo teatrale “Rosa Genoni e l’invenzione del made in Italy” scritto e diretto da Giorgio Almasio, interpretato da Cristina Castigliola con accompagnamento alla chitarra di Paolo Mazzanti. Prodotto da Donne In•canto presso lo Spazio Banterle di Largo Corsia dei Servi 4 (MI): Tre repliche: venerdì 2 febbraio 2018 ore 20.30, sabato 3 febbraio 2018 ore 19.30 (con conversazione di Raffaella Podreider, nipote e biografa di Rosa Genoni) e domenica 4 febbraio 2018 ore 16.30. Info e prenotazioni: biglietteria@incamminati.it

Il 28 febbraio 2018 torna in scena lo spettacolo teatrale “Figlie d’epoca – Donne di pace in tempo di guerra” di e con Roberta Biagiarelli al Centro Asteria – Milano dedicato all’impegno pacifista e alla lotta per i diritti femminili. Info e prenotazioni: cultura@centroasteria.it

LA VITA

Rosa Genoni, pioniera della moda italiana, artefice di pace e umanità. Note biografiche. Dalle montagne dell’alta Valtellina alle lotte per l’emancipazione femminile, fino ad entrare di diritto nell’Olimpo della moda. Di umili origini (primogenita di ben diciotto tra fratelli e sorelle), partita giovanissima da una piccola cittadina ai piedi delle Alpi (Tirano), Rosa Genoni ebbe una vita a dir poco straordinaria, unendo l’amore per la bellezza all’impegno per la pace e per il riscatto dei lavoratori. La sua gavetta nel mondo delle sartorie milanesi comincia a soli dieci anni come “piscinina”, ma ben presto la Genoni dimostra di avere una marcia in più: frequenta le scuole serali e poi si inscrive ad un corso di francese, la cui conoscenza è indispensabile perché, nella moda, la Francia detta legge. E proprio la capitale francese segnerà la vita di Rosa che, fin dagli esordi, cercherà di affrancarsi dallo stile parigino per trovare ispirazione nel grande patrimonio artistico e decorativo italiano. Arte e bellezza, quindi, non senza dimenticare le condizioni delle mestieranti delle sartorie, sfruttate e sottopagate. Avvicinatasi ai circoli socialisti, il suo impegno sociale non sfugge ai dirigenti del Partito Operaio Italiano, che nel 1884 le propongono di recarsi a Parigi per partecipare ad un Convegno internazionale sulle condizioni dei lavoratori. Tornata a Milano, dal 1893 la troviamo impegnata per il miglioramento delle condizioni delle lavoratrici: entra a far parte della “Lega Promotrice degli Interessi femminili” e poi si avvicina alle posizioni di Anna Kuliscioff, di cui sosterrà le battaglie per l’emancipazione delle donne lavoratrici e per la tutela dei minori. È in questo periodo che Rosa viene assunta dalla rinomata “Maison H. Haartdt et Fils”, allora principale casa di moda milanese con filiali a Sanremo, Lucerna e St. Moritz, in un palazzotto di cinque piani con duecento dipendenti,. Qui ricoprirà il ruolo di premiere e poi quello di direttrice, dando inizio ad una vera rivoluzione dello stile, affrancandosi da quello parigino e dando vita ad uno stile autoctono, basato sull’arte decorativa italiana. Le sua creazioni, ispirate alle opere dei pittori rinascimentali italiani, conoscono il successo e meritano il Grand Prix della Giuria alla Esposizione Internazionale di Milano del 1906. Due di queste creazioni, il celebre abito da ballo ispirato a “Flora” dalla Primavera di Botticelli e il Manto di Corte tratto da un disegno del Pisanello, sono stati donati dalla figlia Fanny Podreider alla Galleria del Costume a Palazzo Pitti a Firenze e lì tutt’ora esposti. Scelta per i suoi meriti dalla Società Umanitaria, nel 1905 organizza la Scuola Professionale Femminile, dove tiene lezioni serali di Storia del costume e dirige la sezione di sartoria, biancheria e modisteria fino al 1930, anno in cui si dimetterà per non giurare fedeltà al fascismo. Sempre per incarico dell’Umanitaria Rosa Genoni visiterà le migliori scuole professionali europee (tra cui Parigi, Berlino e Amsterdam), ne studierà i programmi, perfezionando i suoi corsi professionali, per essere sempre all’avanguardia. Nel 1908 partecipa a Roma al Primo Congresso delle Donne Italiane esprimendo in un lungo intervento molto apprezzato la necessità dell’affrancamento dalla Moda Francese. Auspica la nascita e lo sviluppo di una Moda Italiana con l’affermazione sempre più rilevante, sia dal punto di vista artistico che economico, dell’alto potenziale dell’artigianato italiano. Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale è sostenitrice della Neutralità. Nel 1928 regolarizza la sua unione sposandosi con l’avvocato Podreider ed inaugura con suo marito un laboratorio di cucito, un asilo nido e successivamente un ambulatorio ginecologico per le detenute di San Vittore in memoria della di lui madre deceduta Carolina Podreider. Nel 1936 rimane vedova e quattro anni dopo si trasferisce a Varese nella villa che il marito aveva comprato per sua madre. Del 1948 è ancora una sua appassionata lettera al conte Bernadotte, mediatore dell’ONU per la questione palestinese, dove auspica la pace tra arabi ed ebrei. Muore a Varese il 12 agosto 1954.

 

Siete tutti invitati!
Allegato: Invito 
Allegato: cartolina 

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