In Fabbricaboccioni gli studenti imparano il lavoro in classe

Scritto da Vicepreside

Il 30 Nov 2017

In Fabbricaboccioni gli studenti imparano il lavoro in classe

Il liceo diventa un’impresa formativa simulata in cui testare l’alternanza scuola lavoro

AL LICEO artistico Boccioni, in piazzale Arduino, per l’alternanza scuola-lavoro da quest’anno si punta sull’impresa simulata. Coinvolgerà 223 ragazzi di dieci classi terze in un progetto su tre anni. E così nasce la “Fabbricaboccioni”. Il liceo diventerà il luogo dove i ragazzi svolgeranno l’alternanza, sempre in collaborazione con partners aziendali esterni.

«La scuola puntava sui project work, con cui i ragazzi andavano nelle aziende e questo a volte rendeva difficoltosa la gestione dell’attività didattica curricolare», spiega Emanuela Volpe, docente coordinatrice del progetto: con Fabbricaboccioni è la scuola a trasformarsi in impresa e i docenti a curare la preparazione delle varie fasi a 360 gradi, non solo nella realizzazione pratica.

Qualche esempio: lavorando sui colori, il professore di filosofia potrà parlare della teoria di Goethe, quello di biologia del funzionamento dell’occhio e i docenti di lettere insegneranno come curare la comunicazione e la produzione di comunicati stampa: così l’alternanza diventa didattica.

Fino a questo momento la scuola aveva puntato sui project work, con cui però i ragazzi passano tante ore fuori da scuola per frequentare le aziende.

Ma che cosa farà la Fabbricaboccioni? I ragazzi creeranno una serie di servizi e opere da offrire al territorio, in linea con il loro indirizzo di studi, sempre supportati da specialisti esterni.

Come quelli dello IACC (INTERNATIONAL ASSOCIATION COLOUR CONSULTANT), con cui il liceo lavora già da tempo. In programma ci sarà una decorazione murale per il cortile del reparto dei malati d’Alzheimer del centro geriatrico Golgi-Redaelli. I ragazzi studieranno insieme ai loro insegnanti e agli esperti dell’ IACC quali colori utilizzare e le decorazioni più adatte insieme con gli psicologi del centro, potranno così rendersi conto di quali benefici possono portare ai pazienti attraverso un’applicazione consapevole del colore. A scuola si realizzeranno i progetti dei dipinti che saranno stampati  su pannelli che poi verranno montati sui muri del cortile del centro.

E anche l’ospedale Fatebenefratelli collaborerà con la Fabbricaboccioni: i protagonisti questa volta saranno un gruppo di pazienti del centro di salute mentale, che svolgeranno un percorso di arte terapia per la preparazione al momento in cui andranno a fare il cammino di Santiago di Compostela. Alcuni ragazzi del liceo realizzeranno un’ opera collettiva insieme con loro. Mentre un altro gruppo si occuperà di realizzare il logo sulle magliette che i pazienti indosseranno per questo cammino. Un progetto che «mira all’inclusione e alla collaborazione con l’intervento terapeutico del colore e dell’arte».

Ma coloreranno anche i muri della stazione di Legro, sul lago d’Orta, dove diversi artisti hanno riprodotto figure del grande schermo su molti edifici della zona, chiamati dall’Accademia delle arti del muro dipinto. «Ci hanno proposto di realizzare un disegno ancora da definire ma il tema di fondo è sempre il cinema». Lo prepareranno su una pellicola che verrà applicata sulle pareti, «una nuova tecnologia che i ragazzi scopriranno lavorando con questo partner».

Mentre alcune classi faranno un progetto di architettura del verde con un’azienda florovivaistica. Supportati da una parte teorica in classe, poi lavoreranno con l’architetto del verde, del centro florovivaistico Lampugnani. Rimane da decidere dove verrà svolta l’opera, forse nel liceo. Perché, in un momento in cui si sta riqualificando l’edificio, «stiamo cercando di fare rientrare molte delle attività dei ragazzi in questo lavoro. Così, a volte, possiamo essere anche il cliente e non solo l’azienda». Tutti i progetti saranno documentati dai ragazzi dell’indirizzo Multimediale attraverso un reportage fotografico che finirà nella mostra di fine anno con le opere dei laboratori di incisione, ceramica e formatura

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Dal quotidiano LaRepubblica, 3 novembre 2017

 

 

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